LA PROCESSIONARIA DEL PINO – METODI D’INTERVENTO – SECONDO AVVISO

LA PROCESSIONARIA DEL PINO
METODI D’INTERVENTO

SECONDO AVVISO

Distruzione meccanica dei nidi: consiste nel togliere manualmente dalla pianta infestata i nidi di processionaria, consigliabile quando l’infestazione coinvolge poche piante in orti o giardini. Tale operazione viene svolta solitamente in inverno/primavera, prima che le larve siano uscite dal nido, con l’ausilio di scale e troncarami; durante il prelevamento dei nidi è necessario vestirsi in modo adeguato per evitare il contatto con i peli urticanti. Tale metodo di intervento risulta conveniente se utilizzato su una superficie ristretta; in caso l’ area di intervento sia più estesa, è indicata la lotta microbiologica.
Lotta microbiologica: è attualmente il metodo di intervento più utilizzato e consiste nell’impiego dell’insetticida biologico Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk). Il Bacillus thuringiensis è un batterio che, colpita una larva di lepidottero la paralizza danneggiandone i centri nervosi. Tale insetticida colpisce solo alcune specie di insetti, dunque non risulta pericoloso per la biodiversità della zona dove il trattamento viene effettuato. E non ha alcuna attività su altri organismi animali quindi non è tossico per l’uomo. I prodotti in commercio vanno diluiti con acqua secondo le indicazioni e secondo lo stadio di accrescimento della larva. è preferibile eseguire il trattamento nelle ore serali in quanto l’insetticida è sensibile ai raggi ultravioletti e alle alte temperature. L’attività insetticida si manifesta dopo 3 o 4 giorni dal trattamento e a causa della modesta persistenza può essere utile ripetere il trattamento dopo 10 o 12 giorni. Tale tipo di intervento è praticato dalle
locali imprese di disinfestazione attrezzate contro la processionaria.
Il documento a cui si deve fare riferimento per le necessarie azioni di controllo è: Ordinanza Sindacale n.24 del 30/03/2017 “Interventi di lotta obbligatoria contro la processionaria (del pino e della quercia) ed euprottide.”

fonte: ATS Insubria

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