IV Novembre 2020: il discorso del Sindaco

IV Novembre 2020: il discorso del Sindaco

Care concittadine, cari concittadini,

Oggi, con la deposizione della corona d’alloro al Monumento dei Caduti abbiamo voluto ricordare, come da tradizione vedanese radicata negli anni, il ricordo di coloro che hanno sacrificato la vita in tutte le guerre.
Pur non potendo celebrare per disposizione ministeriale la ricorrenza con gli onori e il tributo che la popolazione ha sempre riservato alla data storica del 4 Novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, sentiamo il dovere di rappresentare la vicinanza a chi ha difeso e difende la Patria e la Libertà, certi di rappresentare il sentimento di tutti voi. Ancor più quest’anno e in questo particolare momento della Nazione occorre essere uniti e coesi: lo abbiamo detto e raccomandato più volte ma forse solo ora in questo lungo periodo di sofferenza e di battaglia contro un nemico invisibile capiamo che ne usciremo solo se andremo tutti nella stessa direzione: istituzioni, cittadini, realtà economiche e associative.

Occorre un impegno e uno sforzo enorme per mantenere tutti, in ogni ambito, i nervi saldi, comportamenti adeguati, rispetto per gli altri: tutti gli altri, anche quelli che non conosciamo, anche quelli distanti da noi per età, condizione sociale o lavorativa. Abbiamo disperatamente bisogno che tutti rispettino le regole, che tutti siano responsabili e si preoccupino non solo, com’è giusto, della propria salute ma tutelino con comportamenti conseguenti anche quella altrui da cui dipendono i servizi, gli aiuti, l’economia italiana. In altre parole quel senso civico che abbiamo sempre auspicato e ricercato adesso capiamo che è letteralmente di vitale importanza, ciò da cui dipende la nostra sorte e quella della Nazione: per uscirne presto abbiamo oramai compreso che non dobbiamo invocare provvedimenti miracolosi o attendere restrizioni che mettano ulteriormente in ginocchio l’economia. Poche semplici regole igieniche, unite a qualche limitazione nell’avvicinare le persone, se rispettate con rigore potrebbero ridurre grandemente la diffusione del morbo: nulla in confronto con le terribili sofferenze e privazioni della libertà che hanno sperimentato sulla loro pelle i nostri nonni e i nostri soldati durante la dittatura e durante i conflitti mondiali.

Sofferenze e privazioni che, sia chiaro, non sono mancate in questo infausto anno e che hanno visto anche straordinari slanci di altruismo, di solidarietà e fraternità: dobbiamo essere sempre grati a quanti lavorano con abnegazione in prima linea ad iniziare dal personale sanitario, sottoposti costantemente a uno stress che dura da mesi e ancora lungi dal vederne la fine. Sofferenze che hanno interessato in totale da marzo oltre 160 nostri concittadini e registrato anche 5 decessi. A loro, alle loro famiglie, ai familiari che sono rimasti responsabilmente per settimane a casa in isolamento fiduciario per garantire la nostra incolumità, a chi si trova in ospedale o in una struttura per anziani senza il conforto dei propri cari deve andare tutti i giorni un nostro pensiero e una nostra preghiera.

Concludo con le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «In questa importante giornata, in cui onoriamo le Forze Armate, protagoniste, nella prima guerra mondiale, del compimento del disegno risorgimentale, rivolgo il più commosso pensiero a quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria lungo il tormentato percorso che ha permesso l’edificazione nella Repubblica di uno Stato finalmente unito e libero.

I sacrifici compiuti sono stimolo ad adempiere ai nostri doveri di cittadini, a maggior ragione nei momenti difficili come quello attuale, che richiedono responsabilità, determinazione, probità. Le Forze Armate hanno saputo corrispondere all’emergenza sanitaria senza risparmio di energie, con il proprio personale altamente specializzato, medici, infermieri, mezzi e strutture mediche, nonché con la intensificazione dei contributi alla sicurezza della convivenza civile nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure per il controllo delle aree più a rischio. Insieme supereremo questi giorni difficili così come insieme abbiamo costruito la Repubblica, libera e prospera». Così il nostro Presidente.

Infine, nel ringraziare tutti gli intervenuti a questo cerimoniale e a quanti avrebbero voluto partecipare ma ci stanno seguendo da casa, vorrei cogliere l’occasione per elogiare pubblicamente tutti i volontari e i dipendenti comunali, in particolare la Polizia Locale, i Servizi sociali e la Protezione Civile, che si sono adoperati e si stanno adoperando senza riserve di forze per rendere meno gravose le limitazioni e mantenere sicura la nostra comunità.

Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia!