Festa della Repubblica, 2 Giugno 2019: il discorso del Sindaco

Festa della Repubblica, 2 Giugno 2019: il discorso del Sindaco

“Care concittadine, cari concittadini, autorità civili, militari e religiose,
Celebriamo oggi la nascita della Repubblica italiana che il 2 e 3 giugno 1946, dopo un’estenuante guerra e una lunga dittatura si dava una nuova forma di governo con un referendum aperto a tutti, in cui prevalse per scelta popolare con oltre due milioni di voti la forma repubblicana su quella monarchica. È un po’ quindi il compleanno dell’Italia repubblicana, di un’Italia già da tempo unita ma che solo allora, dopo due guerre mondiali e la caduta del fascismo, seppe risorgere con uno slancio d’orgoglio e riprendere con decisione e con forza le redini del proprio destino dandosi una moderna e rinnovata forma di governo che è garanzia ancora ai nostri giorni di democrazia. Fu infatti questo un risultato così grande e una conquista così importante per la storia d’Italia che i Padri costituenti lo vollero consolidare fermamente nella Carta costituzionale introducendo l’ultimo articolo, il 139°, il quale recita che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione. È quindi più che la festa della nazione, che è stata anche monarchica e fascista, la festa della Repubblica, della democrazia, che ha portato in dote il voto esteso a tutti senza distinzione di censo, genere, razza. Permettetemi qualche considerazione personale. Si è appena concluso il mio primo mandato, cinque anni intensi per me e per i miei collaboratori: gli assessori, i consiglieri delegati, i dipendenti comunali ma anche i tanti volontari che si sono affiancati all’amministrazione apportando idee innovative in un contesto sempre più avaro di risorse, dove il contributo umano e solidaristico diventa quanto mai indispensabile. Solo così, con la massima collaborazione di tutti e il rispetto per le istituzioni, siano esse la scuola, il comune, la Chiesa, lo stato la nostra comunità può progredire, migliorare, crescere insieme. Un rispetto che non sia acritica accettazione ma preveda la partecipazione attiva di tutti, mettendo da parte interessi personali e privilegiando una crescita armoniosa della collettività. Un bene comune che non sia qualcosa da spogliare per personale tornaconto ma invece patrimonio di tutti, da conservare e arricchire a beneficio di tutte le
generazioni, in particolare di quelle future. Ieri il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella definiva così la festa di oggi: «Il 2 giugno è la Festa degli Italiani, è il simbolo del ritrovamento della libertà e della democrazia da parte del nostro popolo. È un appuntamento che rinsalda da parte dei cittadini la loro adesione leale e il loro sostegno all’ordinamento repubblicano, nella sua articolazione, allo stesso tempo unitaria e rispettosa delle autonomie, sociali e territoriali». E poi prosegue ricordando l’elezione settimana scorsa dei deputati al Parlamento Europeo: «L’Italia è stata guidata, in questo percorso, dalle indicazioni della sua Costituzione; dalla consapevolezza di una sempre più accentuata interdipendenza tra i popoli; dalla amara lezione dei sanguinosi conflitti del ventesimo secolo. Soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale». Infine, il nostro Presidente concludeva così il suo discorso: «Va ricordato che – in ogni ambito – libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il
pluralismo. Abbiamo bisogno di praticare attenzione e rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità internazionale, per avanzare sulla strada del progresso, con il dinamismo che contrassegna il mondo contemporaneo in cui viviamo». Un dinamismo, aggiungo io, che però spesso porta a distrarci dai valori universali, dal significato profondo della nostra esistenza, dal vivere ogni momento autenticamente con le persone che ci circondano. Riscopriamo il valore della riflessione e della meditazione; valorizziamo la competenza e l’esperienza; ricerchiamo la saggezza tenendo ben in mente che il saggio sa di non sapere.
È oggi quindi particolarmente importante sottolineare qui, durante queste celebrazioni che per una felice coincidenza di date si svolgono all’interno della Festa dello Sport, davanti a un pubblico più folto del solito e tanti giovani che affinché la nostra società progredisca è necessario conoscere la storia, che per evitare di ricadere in errori fatali è fondamentale conoscere quello che è avvenuto prima di noi, studiando con passione e interesse per approfondire e analizzarne le cause. Non una mera nozionistica elencazione di date, nomi, eventi ma una ricerca delle ragioni profonde che hanno indotto persone, nazioni e popoli prima a cadere vittime di dittature, proclamare guerre, organizzare brutali stermini salvo poi uscirne e conquistare la pace, la libertà, la giustizia, l’uguaglianza. Ideali che non a caso troviamo accomunare gli stati membri dell’Unione Europea e che hanno assicurato finora oltre 70 anni di pace. Ideali che troviamo ben scritti nella nostra Costituzione entrata in vigore meno di due anni dopo quello storico referendum. Chiudo con la chiosa di un editoriale pubblicato ieri di un famoso giornalista: «La Repubblica non è mai acquisita per sempre. È un divenire che ha anche necessità di date, di simboli, di memorie, di persone. Persone come Carlo Azeglio Ciampi, che amava ripetere di sentirsi profondamente livornese, toscano, italiano, europeo». Sentiamoci allora anche noi profondamente, orgogliosamente, contemporaneamente vedanesi, lombardi, italiani, europei.
Viva la Costituzione! Viva l’Italia! Viva la Repubblica!”

Il Sindaco
Dott. Cristiano Citterio